L'Arte come espressione del tempo

Ritengo doveroso in occasione del decennale della morte di Francesco Carbone, per noi paesani “Ciccino”, dare una testimonianza attraverso questa manifestazione artistico-culturale dedicata all’uomo di grande spessore morale ed intellettuale che abbiamo avuto l’onore di avere come concittadino, e al contempo ringraziare la sua memoria per l’attenzione, la forza e il valore che ha dedicato alle persone principalmente, ma anche alle nuove proposte figurative presentate da artisti di nuova generazione, ai quali ha trasmesso quei sentimenti di stima e di amicizia che oggi non vanno più di moda e che hanno delineato il ruolo di un intellettuale anomalo che tanto generosamente ha donato ad intere generazioni.
Inoltre il mio vuole essere un riconoscimento alla sua intensa attività di studioso ed operatore estetico, di animatore teatrale nel territorio di Godrano sia a livello critico che operativo. Durante la sua vita ha fatto parte di giurie. Come critico d’arte ha partecipato a vari convegni internazionali di artisti, critici e studiosi d’arte. Ha contribuito con scritti, conferenze, seminari, dibattiti, ed organizzazione di mostre alla divulgazione delle esperienze più avanzate delle arti figurative in Sicilia.
Inoltre è stato l’ ideatore di un progetto davvero significativo per la valorizzazione del nostro territorio e della attività agro-pastorale svolta negli anni passati dai contadini, dagli allevatori e comunque dalla cittadinanza del nostro comune.

Molti avranno già capito che mi riferisco a “Godranopoli”, luogo dell’immaginario, del progetto e del futuro della Sicilia; Godranopoli, il museo etno-antropologico, non il frutto di un solo uomo, ma l’impegno e la collaborazione di tutti particolarmente di Elvira Franco, la moglie maestra. Di fatto, nella zona di Rocca Busambra, al riparo del grande ventaglio dell’Isola, invenzione straordinaria del poeta pecoraio Giacomo Giardina, tutti conoscono questa pittoresca costruzione e molti andavano a regalare attrezzi e reperti di una civiltà contadina destinata a scomparire irreparabilmente.

Questa Amministrazione ha ritenuto che tale personalità fosse meritoria di attenzione e tra le varie iniziative promosse in sua memoria ha sentito l’obbligo di intitolare la Biblioteca Comunale di Godrano proprio a Francesco Carbone.
Voglio inoltre cogliere questa importante occasione di incontro per ringraziare tutte le personalità illustri e gli artisti che ci hanno dato l’onore di partecipare a questa manifestazione, ed approfittarne per divulgare una importante iniziativa da noi voluta fortemente, promossa e realizzata presso la Biblioteca Comunale di Godrano appunto chiamata “Francesco Carbone”.
Tale iniziativa consiste nella realizzazione di una pinacoteca di Arte contemporanea nella quale stanno confluendo opere di vari artisti contemporanei all’interno della quale è stata realizzata una sezione o vetrina dedicata al poeta Giacomo Giardina detto “Il poeta pecoraio” nato a Godrano nell’ anno 1903, al quale questa Amministrazione ha intitolato nel 2007 la piazzetta del Belvedere di Godrano in quanto la sua vita ha lasciato un ricordo vivo ed intenso nei godranesi per il suo forte legame con il nostro territorio, e ritenendo che con le sue poesie ha offerto uno squarcio autentico di Godrano e dei godranesi, rappresentando la realtà quotidiana delle massaie e degli allevatori locali si è fatto in modo attraverso questa iniziativa che la sua memoria dovesse essere tramandata alle nuove generazioni come esempio di umanità, di sensibilità di cultura e attaccamento alle radici native.

Rinnovando i miei personali ringraziamenti e anche quelli di tutta la nostra Amministrazione a quanti sono intervenuti, saluto cordialmente e invito a visitare la nostra Biblioteca e quanto in essa contenuto, presso la Galleria D’Arte Contemporanea Francesco Carbone.

Matteo Cannella

Per non dimenticare Francesco

UN GIORNO DA RICORDARE, UN GIORNO PER NON DIMENTICARE

Dedicato all’amico, al collega Francesco Carbone che non conosceva l’invidia ma conosceva la forza dell’umiltà, dell’essere uniti, insieme in un progetto culturale, di crescita per lo sviluppo di una comunità.

Dei fratelli Deguardi, degni allievi del maestro egli scriveva:

“..Vivono e operano fra Mezzojuso e Godrano (PA) lavorano in tandem, raggiungendo un alto grado di perfezione sintattica e una più robusta complessità figurale, dove la pietra arenaria rivela tra l’altro tutto il suo fascino geologico.
E se la pietra arenaria con le sue porosità e ruvidezze naturali continua ad essere più congeniale alle attitudini dei due artisti, il loro impegno continuo della ricerca, costituisce una costante sollecitazione a rendere le stesse materie elementi vivi di una singolare manifestazione scultorea..”

E quella pietra, i fratelli Deguardi non l’hanno mai lasciata, è la pietra della loro terra, un tassello che li unisce alla Madre Terra; dentro è comparsa la luce, si è accesa di innovazioni, di originali trovate, ma non è mai stata abbandonata.. La memoria, l’affettività, il ricordo.. tessere di un mosaico della nostra esistenza. Bertold Brecht soleva ripetere:

“Amo le pietre usate e riusate.. perché molti han servito..”.

Una pinacoteca che nasce, in un’epopea in cui i valori della cultura sono annientati dai valori del consumismo, in un momento storico in cui una Galleria d’ arte soccombe per lasciare il posto al tempio dell’ intimo sexy o alle griffe internazionali, c è da porgere un plauso a coloro che hanno profuso il loro impegno, nel tempo, affinché questo progetto culturale possa avere avuto raggiunto concretezza. Invitata dall'”operatore plastico” e direttore artistico della galleria d’arte contemporanea di questo ridente paese, a due passi dal bosco della Ficuzza, meno noto per imprese culturali, avverto prepotentemente la voglia di rendere omaggio al collega, il compianto Francesco Carbone a cui noi tutti dobbiamo un grazie per averci insegnato, con estrema semplicità, che anche i percorsi più difficili possono condurre ad una meta; e che la volontà mette le ali ai nostri sogni.

Francesco Carbone: anni fa lo conobbi a Caltanissetta, in una Galleria, centro culturale che produceva cultura a iosa: Mi accolse con il suo sorriso e le braccia aperte in atteggiamento di accoglienza e non con la tracotanza o l’ altezzosità di chi sparge cultura, srotolando rossi tappeti di velluto … E imponendosi, a voce alta, con clamore. Carbone parlava sempre di collaborazione, di progetti e di progettualità e di grandiosi progetti che sembravano miraggi nel deserto di una Sicilia ancora chiusa nel suo uscio tradizionalista, conservatore, usava questi vocaboli quando ancora questi termini erano solo in bocca alla gente de Milan, la gran Milan.

Francesco è stato un modello per la cultura siciliana.
Nel corrente anno in cui ricorre il decennale della scomparsa del poliedrico maestro, uomo dalle mille risorse, arguto e geniale che ha lasciato le impronte di un faticoso ma brillante passaggio nella memoria dei luoghi, ne ricordiamo la figura, “inestimabile patrimonio culturale che abbiamo ereditato” lo definisce Vincenzo Deguardi che ne ricorda la capacità di portare l’ arte tra la gente, creare strutture ricettive, comunicative e visive, dando volume e spessore ad un territorio. All’ opera di Carbone, il territorio, la comunità risponde non solo ricordando Francesco Carbone ma anche esaltando la figura di Giacomo Giardina, attraverso una bacheca che ricordi, all’ interno della Pinacoteca, la memoria dell’ avventura futuristica del poeta pastore, nativo di Godrano.
La poesia, l’ umiltà, la legalità saranno ben rappresentate, dunque, come punti cardinali di una preziosa Rosa dei Venti che ha indicato ai naviganti della cultura “la visibilità discreta” nelle notti buie di tempesta: Giacomo Giardina, Francesco Carbone e da Don Pino Puglisi.

Molti sono gli artisti che hanno aderito a questa avventura godranese con l’entusiasmo carbonaro di chi crede nella valenza culturale di un progetto, come leva per sollevare il mondo, mutandone la valenza dalla Fisica: sono straordinari artistici il cui punto di forza è l’ originalità, la fede kandischiana nella libertà dell’ arte, quando essa nasconde un profondo messaggio e si esprime con forme nuove, originali, ma mai lesive della dignità umana, mai in forma volgare, mai con eccessi di forme e volumi, ma sempre elegante, composta, pur nell’ estrosità e conservando, inoltre, un suo equilibrio ritmico, ordinato, armonico, nel suo insieme.

Essi sono:
Giuseppe Listino, Vincenzo Deguardi, Antonella Plescia, Giusto Sucato, Giovanni Acuto, Enzo Puleo, Antonino Rattoballi, Angelo Deguardi, Pippo Massa, Onin, Claudio Pezzillo, Mery Porcaro, Giuseppina Riggi, Mimma Mastropaolo, Antonio Barone, Umberto Benanti, Nunzio Mazzamuto, Giuseppe Bartocci, Giorgio Puleo, Samuel Campagna, Mario Conti, Antonino Cera, Nalli Romualdo, Rosario Rigoglioso, Matilde Trapassi, Pippo Madè, Renato Lipari, Emanuele India, Francesco Coniglio, Giuseppe Bandalo, Piero Messina, Calogero Barba, Giusy Corrao, Maria Cannella, Phil Kay, Mario di Sclafani, Giuseppe e Andrea Deguardi, Carlo Puleo, Biagio Governale, Totò Mineo, Gina Nicolosi, Giancarlo Patriglia, Francesco Giglia, Torquato, Leonardo Cumbo, Raphael Stradiotto.

A costoro, altri se ne aggiungeranno per fissare con un tassello di memoria la grande memoria storica di una terra che ama l’arte e la cultura e la consacra nel migliore dei modi sull’altare dei maestri che ci hanno preceduto con estrema libertà

Maria Teresa Prestigiacomo

C’ è un uso – e abuso – eccessivo della parola “mostra”, troppo facilmente usata per indicare iniziative diverse e non paragonabili tra loro. E spesso questa parola indica manifestazioni sempre meno interessanti per chi davvero ama l’ arte. Per questo mi sono rallegrato (e interessato) quando mi è stato detto che a Godrano era stata allestita una “pinacoteca” (e non una “mostra permanente”). Ma non è il solo motivo per rallegrarsi: la pinacoteca si chiamerà Francesco Carbone, perchè a questo grande godranese e siciliano è dedicata. Il nome delle cose è importante, quanto le cose stesse: non è un caso che Dio abbia detto ad Adamo di dare il nome alle cose e agli animali sulla terra. Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus.
Così, questa pinacoteca nasce sotto i migliori auspici, con il nome giusto al posto giusto e al moemento giusto: quello che celebra il Futurismo in tutta Italia e che in Sicilia si esprime con la manifestazione “Onde Futuriste” alla quale l’ iniziativa godranese si associa. Il ersto viene da sè: adesione massiccia ed entusiasta da parte degli artisti del territorio e anche di quelli oltre i confini regionali e nazionali. Decine di opere vengono cosi “assemblate” per creare un unicum che credo non abbia eguali nell’ entroterra siciliano. Sintomo che a Godrano l’ eredità di Carbone è ancora viva e forse ha lasciato qualcosa di indelebile che sarà motivo di fama per questo paesino apparentemente spaurito.
Entrare nella pinacoteca significa avviare un percorso nelle varie espressioni dell’ arte moderna. Tecniche e stili si sommano per creare quasi un compendio di quello che l’ arte siciliana sa creare e le opere che provengono da oltre l’ Isola servono da metro di paragone per rendersi conto che in questo settore nulla abbiamo da invidiare ad altri. Sculture installazioni, tele, ma acnhe arte grafica computerizzata per daer la pienezza di quello che produce di buono la Sicilia oggi. E per non banalizzare, la struttura è stata decorata (comel ‘ orlo merlettato di una bellissima seta) in stile futurista e con richiami simbolici a valori che l’ arte da sempre veicola.
Questa volta Godrano non si è fatta mancare nulla. Ciliegina sulla torta è il futurismo scritto in versi di Giacomo Giardina, altro godranese celebre, che viene ricordato con una bacheca che raccoglie libri e scritti del poeta pecoraio.
Matteo Cannella, Nino Pomara e Vincenzo Deguardi, rispettivamente sindaco di Godrano, responsabile della biblioteca comunale che ospita la pinacoteca e ideatore artistico della stessa pinacoteca, sono i tre nomi – e le tre persone – che dobbiamo ringraziare se oggi nel territorio possiamo vantare un luogo d’ arte del genere. Hanno avuto ingegno, coraggio e passione, come ne avevano avuto Giacomo Giardina e Francesco Carbone quando erano in vita. Forse questi due grandi godranesi hanno mescolato all’ aria che spira da Rocca Busambra qualche elisir che ha invaso definitivamente le anime dei loro concittadini: solo così riesco a spiegarmi come in un paesino un pò arroccato, schivo al clamore, possano nascere iniziative di grande respiro culturale, tali da dare lezioni a chi presume che lo scrigno di sapere e inventiva risieda solo nelle grandi città.

Salvo Butera

Come diceva il grande poeta futurista Giacomo Giardina in una sua lirica “Quando sono a Godrano mi sento felice felice.” Anche io, che oggi vivo a Godrano mi sento felice; felice di far parte di questa piccola e grande comunità, che ancora oggi riesce a creare fermenti artistico-culturale.
Godrano tempio di cultura contemporanea, estrazione della memoria, radice di passati mai dimenticati.
Tra gli elementi di grande sostanza culturale che hanno solcato questa comunità Godranese, adagiata ai piedi della maestosa e magica Rocca Busambra. Poesia, Umiltà e Legalità; Giacomo Giardina poeta pecoraio nativo di Godrano, visse la sua avventura futuristica, incoronato a Napoli dallo stesso Marinetti.
Francesco Carbone, antropologo, critico d’arte, artista, nonché maestro di vita; un poliedrico, perché l’essere poliedrico non è altro che la sete di conoscenza.
Don Pino Puglisi assassinato dalla violenza mafiosa, nel quartiere Brancaccio di Palermo.
Poesia, verità e legalità da queste voluttà imprescindibili di una società che vuole cambiare, trasformarsi, vivere nel rispetto, nella reciprocità, come l’ arte e i valori che ci sono stati tramandati come patrimonio culturale vanno sempre più rafforzati per una qualità migliore di convivenza sia essa soggettiva, che di massa.
Luoghi della memoria, di incontri-scontri, di riflessioni, di passioni, di odio e d’amore; palcoscenico di una quotidianità futuristica, espressione, gestualità, verità: comunicazione territoriale che si diffonde nelle aree più vaste della poesia, del teatro, della pittura, della scultura.
Un grazie di vero cuore va a tutti gli artisti che hanno dato il loro grande, ed inestimabile contributo culturale per la crescita e la valorizzazione della galleria d’arte contemporanea Francesco Carbone, con la donazione delle opere che vanno ad arricchire un comune patrimonio culturale. Grazie!
Gli artisti presenti in galleria coprono un arco generazionale vasto e variegato per espressioni e tendenze, che nel contempo evidenziano un vero e proprio fermento artistico-culturale.
Quest’oggi per volontà comune, del Sindaco, il Presidente della Biblioteca e la responsabile in collaborazione con l’associazione di promozione sociale “Nuova Cittadinanza” fortemente impegnata nell’ambito sociale, non solo attraverso l’organizzazione di eventi di carattere sociale, ma anche nel campo della formazione, con sede a Godrano in via Umberto 14.

“Si apre un circuito di comunicazione politico-culturale sociale e territoriale, dando ampio spazio all’essere propositivo, alle prospettive di crescita comune ma soprattutto che non penalizzi l’idea opposta di chi non condivide un linguaggio universale che dia senso ai valori della comunicazione e quant’altro essa ne contiene.”

Vincenzo Deguardi