Godranopoli

È la denominazione di un’area topografica adiacente a Godrano (PA) in contrada “Suvarita” e dista 40 chilometri da Palermo. Comprende spazi esterni variamente fruibili e un edificio di 240 metri quadri che accoglie un museo etnoantropologico della civiltà contadina e pastorale presente nella vasta zona di Rocca Busambra; una pinacoteca d’arte contemporanea e tradizionale; una biblioteca di storia e di cultura siciliana; la direzione e redazione del periodico Busambra; una raccolta oggettistica riguardante la vita del luogo e di altra derivazione; una rassegna permanente relativa all’intervento ideativo nel riciclaggio degli oggetti di consumo da parte di contadini pastori e artigiani dei nostri centri isolani.

Dispone inoltre di spazi interni di aggregazione, per incontri, dibattiti, convegni, congressi, manifestazioni polivalenti; nonché di servizi logistici, di archivi, di raccolte, di consultazione complessivamente e metodologicamente rispondenti agli scopi e alle esigenze che fondano Godranopoli e la sua presenza sia locale (verticale) che contestuale (orizzontale).

La finalità del luogo e la struttura che la determina e le esprime si danno come nuovo modo di condurre, sul campo, analisi e ricerche. Per tale ragione Godranopoli sorge all’insegna della memoria storica, dell’immaginazione e della creatività portate nel vivo dei processi di partecipazione e di sviluppo complessivo delle popolazioni locali, nella tutela e valorizzazione dei beni culturali e ambientali ed ecologici.

Concepita e agita, infine, tra post-istituzionale e movimento, Godranopoli è il risultato totalmente socializzato di uno sforzo finanziario, di una volontà e di una iniziativa assolutamente privata e personale, nonché il frutto del sogno di un operatore dissennato.
… L’ interesse per il recupero della cultura materiale agropastorale come di ogni altra testimonianza che riguarda la vita della civiltà contadina, è in continuo aumento anche se tale interesse non risponde sempre a quei criteri di raccolta, di registrazione e di esibizione destinati a non appesantire la distanza che separa il manufatto del passato dalle esigenze di una più articolata partecipazione nel presente.
L’aratro, la falce, la zappa, il cucchiaio, il piatto, la pentola; gli utensili, gli oggetti, i reperti che hanno fatto parte, con il resto del mondo sia rurale che pastorale e artigianale, non devono subire la mummificazione museale legata a modelli di cui si avvale tutt’ora certa etnologia, ma devono rendersi invece soggetti di comunicazione viva ed attiva, così come tali essi sono stati un tempo.

Situato al confine con il bosco Ficuzza, all’interno di un paesaggio naturale e un contesto umano e sociale dati come sua espressione costituzionale e fisiologica, “Godranopoli” stabilisce quindi un rapporto diretto con il territorio, con la sua memoria e la sua immaginazione, con la sua storia. E ciò, anche a motivo della struttura dell’edificio che accoglie il museo; contenitore nato ad hoc, dall’architettura semplice e lineare simile a quelle disegnate nel paesaggio territoriale: i capannoni per gli animali.

NUOVI CRITERI MUSEALI :

Il Museo etnoantropoligico come comunicazione fredda della cultura materiale agropastorale presente nella vasta area sperimentale di “Rocca Busambra”.

APPLICAZIONE METODOLOGICA :

  • teorie della comunicazione di Marshall McLuhan; I Media caldi e freddi;
  • tipologie della memoria;
  • nuova nozione dell’etnoreperto come bene culturale;
  • ricostruzione storica, economica e sociale del contesto relativo all’oggetto stesso;
  • storiografia di base : l’inventario dello spazio storico;
Mappa di Godranopoli