Giacomo Giardina
CENNI BIOGRAFICI
Giacomo Giardina nasce a Godrano il 30 luglio 1903, da Salvatore Giardina e Vincenza Princiotta. Frequenta le prime due classi elementari con il padre, ma con scarsissimo profitto. Negli anni della sua giovinezza fa il pecoraio nelle campagne di Godrano vivendo interi mesi lontano dalla famiglia, portando le pecore al pascolo e coltivando a mezzadria un campicello alle porte di Godrano. Negli anni ’20 Giacomo Giardina sente parlare per la prima volta di Futurismo. Viene irresistibilmente attratto dalla poesia e comincia a scrivere le prime liriche ispirate alla vita pastorale, alla campagna di Bagheria e di Godrano. Comincia a farsi conoscere nell’ambiente culturale palermitano. Inizia, intorno all’anno 1927, la corrispondenza con Marinetti che lo esorta e lo stimola a continuare ripetutamente: avete ingegno, lavorate con fede. Il fondatore del Futurismo avrà occasione, l’anno successivo durante un convegno a Palermo di presentare ufficialmente Giacomo Giardina al pubblico.
Nel 1931 lo stesso Marinetti proclamerà il giovane pecoraio Giacomo Giardina poeta record meridionale che cingerà il casco d’Alluminio. L’editore Vallecchi pubblica il suo primo volume di liriche: “Quand’ero pecoraio” con la prefazione di Marinetti. Quasi tutta la stampa italiana se ne occupa diffusamente ed esplode il caso letterario. Nel 1944 muore Marinetti. Giacomo Giardina abbandona l’attività poetica per fare il venditore ambulante a Godrano dove tiene contemporaneamente discorsi, elogi in occasione di matrimoni, battesimi, fidanzamenti, funerali e feste religiose del paese. Sembra che l’attività poetica sia completamente un ricordo del passato. Nel 1959 Francesco Carbone rispolvera il caso letterario con un articolo che scuote Giardina dal torpore intellettuale. Abbandona il mestiere di venditore ambulante e riprende a scrivere ed a interessarsi nuovamente ed attivamente di poesia. Nel 1971 per le edizioni centro culturale interdisciplinare, Francesco Carbone cura il volumetto di Giardina “Guttuso nel mio Quadro”. Nel 1972 la Galleria d’Arte Valguarnera dedica a Giardina una monografia con testo di Franco Grasso. Da alcuni anni Giardina aiuta Nicolò D’Alessandro nelle ricerche necessarie per raccogliere i dati relativi alla sua attività artistica per un volume di prossima pubblicazione continuando a scrivere liriche improntate al suo iter di poeta pecoraio futurista. Franco Rosi lo ha voluto attore nel Film Cristo si è fermato a Eboli, tratto dall’ormai famoso libro di Carlo Levi.